Programma dettagliato
Due sabati strutturati per portarti da zero alla tua prima stampa riuscita. Ogni blocco tematico ha un obiettivo preciso e un risultato verificabile.
La mattina si capisce il sistema. Il pomeriggio si imposta il software. Alla fine del giorno hai un modello pronto da stampare.
Apriremo una macchina e la guarderemo dall'interno. Extrusore, hot-end, cold-end, stepper motor, piatto riscaldato, sensori di fine corsa. Ogni componente ha un nome, una funzione e un modo di fallire. Capire questi meccanismi non richiede competenze tecniche pregresse: richiede solo attenzione.
Parliamo anche del firmware, del sistema di controllo e del modo in cui la stampante interpreta il G-code. Non a livello di programmazione, ma a livello di comprensione logica del processo.
Installiamo il software slicer open-source e importiamo un file STL. Vediamo come il programma divide il modello in strati, genera i percorsi di stampa, calcola i supporti e stima i tempi. Ogni parametro che tocchi cambia qualcosa nel risultato finale.
Layer height, velocità di stampa, temperatura di estrusione, densità dell'infill, perimetri: impari il significato di ciascuno attraverso esperimenti visivi diretti nel software.
Il filamento non è un dettaglio. La stessa geometria stampata in PLA e in PETG si comporta in modo diverso sotto carico, al calore, nell'umidità. Impari a leggere le caratteristiche dei materiali più comuni e a capire quale scegliere in base all'uso previsto dell'oggetto.
Vediamo anche come si conserva il filamento, come si riconosce un filamento di qualità variabile e quali problemi di stampa sono spesso riconducibili al materiale piuttosto che alla macchina.
Il secondo sabato appartiene alle macchine. Ogni partecipante calibra, avvia e gestisce la propria stampa dall'inizio alla fine.
La calibrazione del bed è la competenza che separa chi ottiene stampe consistenti da chi ottiene risultati casuali. Impari la procedura manuale su quattro punti, come leggere il primo strato per capire se la distanza è corretta, e come intervenire durante la stampa se qualcosa non va.
Ogni partecipante calibra la propria macchina, commette errori controllati e impara a correggerli. Non c'è modo migliore.
Ogni partecipante avvia la propria stampa. Il facilitatore è presente per osservare, non per intervenire subito. Prima si osserva, si legge il comportamento della macchina, si capisce cosa sta succedendo. Solo dopo si agisce.
Parliamo dei problemi più comuni: warping, stringing, under-extrusion, layer shifting. Non come lista di nozioni, ma come situazioni reali da riconoscere e risolvere nel contesto della sessione.
Quando la stampa è completata, si stacca il pezzo dal piatto, si rimuovono eventuali supporti e si esamina il risultato. Non per giudicarlo, ma per capirlo. Ogni oggetto racconta qualcosa del processo che lo ha prodotto.
Chiudiamo con una sessione di domande aperte. Cosa fare dopo il workshop, come continuare a imparare, quali risorse usare, come scegliere la prima stampante se si vuole acquistarne una.
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